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Filosofia -

Staminali: Obama, almeno tu nell'Universo

 Obama_shep_print_final2                                                                                                                                                    La notizia mi arriva all’indomani della presentazione del mio libro Staminalia al Festival delle Scienze di Roma: Barack Obama, intervistato dalla Cnn a tre giorni dal suo insediamento, conferma di essere intenzionato – con o senza il Congresso – a sbloccare i finanziamenti pubblici per la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Con l'aiuto generoso di Telmo Pievani, ho appena finito di spiegare al pubblico dell’Auditorium (e a me stesso) cosa c’entrano le staminali con l’Universo, protagonista di questa edizione del Festival. Semplice: senza libertà di ricerca, né l’uno né le altre avrebbero avuto alcuna possibilità di essere conosciuti a fondo. Per scoprire che viviamo in un universo infinito, multiforme e bizzarro ci sono voluti secoli di studi e uomini come Galileo, che hanno insistito nel loro cammino, malgrado l’opposizione di istuzioni conservatrici come la Chiesa cattolica. E per sapere se le cellule staminali rappresentino davvero la rivoluzione medica per le malattie incurabili che tutti ci aspettiamo, non c’è che un solo modo: fare ricerca, ricerca e ancora ricerca, in tutte le possibili direzioni. Obama sembra esserne cosciente: e mentre tutti già si affollano ad accusarlo di non mantenere le promesse (come quella sulla chiusura immediata del carcere di Guantanamo), lui conferma di avere, su questo argomento, le idee decisamente chiare. Almeno lui, nell’Universo.

17/09/08

Staminalia.

Staminalia_2 Staminalia. Le cellule "etiche" e i nemici della ricerca 

I "miracoli" delle cellule staminali adulte e la demonizzazione della ricerca sulle embrionali. Un saggio filosofico-scientifico che smaschera i falsi argomenti contro la libertà della ricerca e che racconta la complessa e spesso inedita storia della ricerca oggi più promettente in campo medico.

Le recensioni di Elena Cattaneo su Nature, di Remo Bodei sulla Rivista dei libridi Edoardo Boncinelli sul Corriere della sera e di Umberto Veronesi  sul Sole 24 Ore

Interviste a Radio 3 Scienza  a Radio24 (Moebius) a Radio1 (Nudo e crudo)  a Radio radicale a Radio Città Fujikco e a La 7

Commissioni che finanziano i propri membri, bioeticisti che sognano la "morale unica", politiche della ricerca dettate dal Vaticano. Staminalia racconta la storia di come un dibattito filosofico, morale e scientifico male impostato abbia finito per determinare a valanga scelte sbagliate, irrazionali, dannose. Questo accade in Italia, ma il libro è anche un resoconto appassionato e puntuale di un intero ambito cruciale ed entusiasmante della ricerca, da cui è lecito aspettarsi la rivoluzione medica del XXI secolo e che proprio per questo ha scatenato ovunque rivalità e lotte di potere basate su false contrapposizioni: come quella tra la ricerca sulle staminali embrionali, considerata inutile oltre che immorale da Bush e dal Vaticano, e le staminali adulte, cellule "etiche" che farebbero "miracoli". Peccato che il miracolismo in medicina si riveli sempre crudele verso i pazienti, che speranzosi si fanno curare prima che la ricerca abbia fatto i passi necessari. Così in nome della "sacralità dell'embrione", fondata su tesi filosofiche fragilissime, si sono moltiplicate le sofferenze umane nel mondo e ci si è inventati persino una "via italiana per la ricerca sulle staminali" (che avrebbe caratteristiche di superiore eticità perché concentrata solo sulle staminali adulte e non su quelle embrionali derivate dalla blastocisti, da alcuni considerata persona). Un caso esemplare di come non si deve, e non si può, condurre la ricerca scientifica in un paese moderno, che ci ha esposto al ludibrio della comunità internazionale con articoli su "Nature" e su "Science" ovviamente ignorati in patria. Un paese dove non si può far altro che allargare le braccia e affermare: "Che ci vuole fare, stamin(it)alia". (Dal risvolto di copertina)

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16/01/08

Verità e democrazia - Virtù, valori, onestà intellettuale

Golem_2 Papa Benedetto XVI, nel testo della lectio magistralis che avrebbe dovuto tenere domani alla Sapienza di Roma, parla del problema della ricerca della verità. Un testo che merita grande attenzione e rispetto, e va quindi discusso con franchezza. Per pura coincidenza proprio ieri avevo spedito al sito Golem l'Indispensabile un mio intervento su Verità e democrazia, all'interno del dibattito lanciato da Gherardo Colombo  sui problemi della cattiva informazione in una democrazia. Il mio è un testo filosofico, che prende le mosse dalle riflessioni di un grande filosofo morale come Bernard Williams, e credo che possa dare qualche suggerimento sull'importanza della verità nelle discussioni pubbliche, comprese quelle sui rapporti tra scienza e fede.  La mia idea è che la verità è necessaria alla democrazia e che la ricerca della verità non può che essere perseguita attraverso il dubbio sistematico promosso dalla scienza, che è il principale motore di un'oggettività fallibile e sempre rivedibile. Per questo le critiche alla scienza, provenienti non solo dal mondo religioso ma anche dai filosofi alla moda della vulgata debolista e postmoderna, finiscono per minare la possibilità stessa di una discussione pubblica libera e democratica.  E per trasformare anche quelli che potrebbero essere degli utli e pacati confronti tra visioni diverse in conflitti inconciliabili in cui nessuno è più in grado di ascolatare le ragioni degli altri, ma tutto si risolve in manifestazioni e contromanifestazioni di piazza.

   

 

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11/01/08

Astuzie per essere buoni

Nello speciale di fine anno - un numero del Sole-24 Ore Domenica dedicato interamente all'Ottimismo -  dalla mia rubrica Filosofia_minima lanciavo una piccola sfida ai lettori. Raccontavo un breve episodio di generosità rispettosa dei possibili sentimenti contrastanti che le buone azioni possono suscitare, e che potrebbero anche renderle vane, e infine invitavo i lettori a spedirmi altri esempi della medesima lievità morale.
Tre delle lettere che mi sono arrivate sono state pubblicate nella rubrica Fermo_posta  di domenica 6 gennaio con una mia risposta nelle quale invitavo, alla luce proprio degli episodi raccontati e di alcune perplessità dei lettori, a continuare il gioco, che ora prosegue on line.
Altre lettere sono riprodotte qui. Non tutti sono esempi positivi, ma quelli negativi  dimostrano a maggior ragione l'assunto da cui ero partito: che essere generosi può anche produrre disastri e rovinare i rapporti tra le persone, e che dunque una certa dose di accortezza e persino di astuzia può essere necessaria. Credo che collezionare  casi concreti sia particolarmente utile per migliorare la nostra immaginazine morale.
Dunque, la raccolta continua. Se avete qualcosa da raccontare in proposito,  scrivete a armando.masssarenti@ilsole24ore.com
CATEGORIE: Filosofia

30/12/07

Quiz su Dante - Un balzo da gasteropode

L'Indovina Commedia - Le domande   e le risposte

Indovinacommedia150 Il gasteropode è un animale curioso, ma tra le sue stranezze non c'è quella di fare balzi. Come ci dice l'etimologia (gaster, gastros = stomaco + pous, podos = piede) cammina lentamente e, spingendo in avanti il piccolo piede carnoso, striscia sul ventre. «Un balzo da gasteropode» è la risposta al quiz dantesco proposto domenica scorsa ai nostri lettori, l'acrostico 2, 5, 2, 11, ricavato dalle risposte esatte alle 20 domande predisposte con arguzia da Anna Li Vigni e Davide Tortorella.

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22/12/07

Una risata vi illuminerà - La filosofia spiegata dalle barzellette

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Arthur Koestler La voce "Humour" scritta per l'Enciclopedia britannica

Maurizio Ferraris - Metafisica della barzelletta

Autoironia - Un mio saggio  sull'umorismo filosofico (su Kos)

Da Il Sole-24 Ore Domenica del 23 dicembre 2007:

«Prima ridere, poi filosofare (o viceversa?)» - parafrasi del celeberrimo detto aristotelico primum vivere, deinde philosophari - è il titolo dell'introduzione, ma sarebbe stato ottimo anche per l'intero saggio di Thomas Cathcart e Daniel Klein. Descrive, assai meglio di Platone e l'ornitorinco, l'autentica scoperta che dobbiamo ai due autori, vale a dire che esiste - per dirlo con il linguaggio della logica - una sorta di «relazione biunivoca» tra l'universo delle barzellette e quello della filosofia. E questo nonostante i filosofi assai raramente siano dotati di uno spiccato senso dell'umorismo. Guidati dall'intuizione fondamentale secondo cui molte buffe e apparentemente innocenti storielle hanno la straordinaria poprietà di illustrare e chiarire concetti filosofici a volte anche assai complessi, gli autori hanno scoperto che interi gruppi di barzellette occupano l'identico territorio concettuale delle discipline che formano l'ambito della filosofia.
Metafisica, logica, epistemologia, etica, filosofia della religione, esistenzialismo, filosofia del linguaggio, filosofia politica, relatività e persino metafilosofia - così si suddividono i capitoli del libro - vengono trattati con rigore e al contempo con umorismo, grazie a una coincidenza che spinge gli autori a chiedersi persino se non esista un Disegno Intelligente che ha combinato le cose in maniera così coerente e perfetta. Ironicamente, si intende. Perché, anzi, questa idea teologica, riportata in auge negli ultimi anni da certe forme agguerrite di creazionismo, è in realtà la prima a essere infilzata efficacemente da una semplice storiella. Un uomo di novant'anni va dal medico e dice: «Dottore, la mia mogliettina diciottenne aspetta un bambino». Il dottore replica: «Lasci che le racconti una storia. Un uomo va a caccia, ma invece del fucile si porta dietro per sbaglio l'ombrello. All'improvviso, viene attaccato da un orso. Imbraccia l'ombrello, spara all'orso e lo uccide». L'uomo dice: «Impossibile. Dev'essere stato qualcun altro a sparare all'orso». Il dottore risponde: «È proprio quello che volevo dire!».
Ciò di cui si mostra qui la debolezza è la cosiddetta «argomentazione per analogia», che è quella cui ricorrono appunto i sostenitori del Disegno Intelligente, secondo i quali «se esiste un bulbo oculare deve esserci per forza un Disegnatore Celeste di Bulbi Oculari».
La teologia attraversa quasi tutte le parti del libro. Non a caso uno dei due autori (entrambi laureati a Harvard), Cathcart, è entrato e uscito da numerose facoltà teologiche. Klein invece si guadagna da vivere scrivendo battute per comici affermati (un po' come faceva Woody Allen ai suoi inizi).
Una sezione molto ben riuscita è quella dell'etica. Domanda: Chi è un sadico? Risposta: È uno che è gentile con un masochista. Non ci vuol molto a capire che questa battuta (attribuita in genere a Bertrand Russell) arriva al cuore di una delle questioni fondamentali della morale: quella della reciprocità, descritta dalla più universale delle regole, la regola aurea, «Fa' agli altri quello che vorresti che gli altri facessero a te». Di questa regola Kant cercò di fornire una versione ancora più astratta, quella dell'imperativo categorico: «Agisci in modo che la tua volontà possa istituire una legislazione universale».
Una variante della battuta precedente spiega perché tra le due versioni c'è un'importante differenza. Se io affermo che «Un sadico è un masochista che segue la regola aurea», immagino che il masochista infligga del dolore agli altri perché questo è ciò che gli impone la regola aurea: cioè fare quello che vorrebbe fosse fatto a lui. Kant obietterebbe che in nessun modo «infliggere dolore agli altri» può essere onestamente considerato una legge universale in un mondo vivibile. E anche un masochista dovrebbe essere d'accordo. Tutta la questione è riassunta, in maniera geniale da un'altra battuta, dovuta al drammaturgo inglese George Bernard Shaw, che ha riscritto così la regola aurea: «Non fare agli altri quello che vorresti gli altri facessero a te: potrebbero avere gusti diversi».
A proposito di Kant, ricordate che era colui che riteneva che «la dignità non ha prezzo»? Siete d'accordo? Allora riflettete sulla seguente «proposta indecente». Lui: «Verresti a letto con me per un milione di dollari?» Lei: «Un milione di dollari? Wow! Credo di sì». Lui: «E che ne dici di due dollari?» Lei: «Sparisci, amico. Per chi mi hai preso?» Lui: «Quello l'abbiamo già stabilito. Adesso stiamo tirando sul prezzo».
Sia chiaro. Questi sono solo pochi esempi tra le miriadi di battute di spirito contenute nel volume. Le battute devastanti non vengono risparmiate a nessuna teoria e hanno quasi sempre la forza di chiarire assai bene la natura dei problemi, le domande che stanno dietro le diverse formulazioni filosofiche. C'è anche un bel glossarietto in fondo al volume dove, per esempio, la teoria rivale del kantismo - l'utilitarismo - è definita così: «Filosofia morale secondo la quale le azioni giuste sono quelle che producono vantaggi maggiori di ogni altra alternativa per le persone interessate. L'utilità limitata di questa filosofia diventa manifesta quando cerchi di accontentare sia tua madre sia tua suocera il giorno di Natale».
Quello che conta per gli autori è soprattutto suscitare il gusto, squisitamente filosofico, per le domande. Nel campo della conoscenza, per esempio, la questione centrale dell'empirismo inglese - su quali informazioni riguardo al mondo che ci circonda possiamo fare reale affidamento? - viene esposta con la seguente, sciocca storiella. Morty torna a casa e trova sua moglie a letto, nuda, con il suo migliore amico. Proprio mentre sta per aprire la bocca, l'amico balza fuori dal letto e afferma: «Prima che tu dica qualcosa, rifletti vecchio mio, a chi hai intenzione di credere: a me o ai tuoi occhi?».
Il gioco delle barzellette filosofiche è bello perché non dura poco. Anzi, una volta messo in moto, diventa un gioco infinito. Dura per lo meno tutta la vita. Chi è filosofo una volta, lo è per sempre. E questo libro permette davvero a chiunque di esserlo. «La filosofia e le barzellette - sostengono gli autori - nascono dallo stesso impulso: confondere il nostro senso della realtà, mandare gambe all'aria i nostri mondi e stanare le verità nascoste, e spesso scomode, che riguardano la vita».
Qualche altro piccolo assaggio. Una magistrale, limpida e breve presentazione della filosofia di Leibniz e della presa in giro che ne fece Voltaire in Candide, si chiude con questa battuta: «Un ottimista crede che questo sia il migliore dei mondi possibili. Un pessimista lo teme». Oppure, per spiegare il concetto di relatività, si parte da una barzelletta infantilissima. Una lumaca viene aggredita da due tartarughe. Quando la polizia le chiede come si sono svolti i fatti, la lumaca risponde: «Non lo so. È successo tutto così in fretta».
E si continua con quest'altra. Un uomo prega Dio: «Signore», invoca, «vorrei farti una domanda». Il Signore risponde: «Non c'è problema. Avanti, fammela». «Signore, è vero che per te un milione di anni sono solo un secondo?». «Sì. È vero». «Bene. Allora, che cosa sono per te un milione di dollari?» «Un milione di dollari, per me, sono un penny». «Ah, Signore», dice l'uomo, «allora potrei avere un penny?» «Certo», dice il Signore. «Aspetta un secondo». E davvero potremmo andare avanti all'infinito.
A proposito di infinito, il libro inizia con questo dialogo apocrifo tra due filosofi greci. «Se Atlante regge il mondo sulle spalle, chi regge Atlante?» «Una tartaruga». «E chi regge la tartaruga?» «Un'altra tartaruga». «E chi regge quest'altra tartaruga?» «Mio caro, è tutto tartarughe fino in fondo!».
E i due autori ci trasmettono con chiarezza un messaggio non tanto dissimile. Caro lettore, se vuoi ridere con della buona filosofia, non farti illusioni, non cercare risposte definitive, non coltivare facili speranze. È tutto domande, fino in fondo!

Thomas Cathcart e Daniel Klein, «Platone e l'ornitorinco. Le barzellette che spiegano la filosofia», Rizzoli, Milano, pagg. 192, euro 12,00.

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01/12/07

Quando il sesso è pura poesia

Photogallery

PHOTOGALLERY della mostra Seduced: Art and Sex from Antiquity to Now

Va' porno-pensiero - un mio articolo su filosofia e pornografia

Michael Nyman e i Sonetti_lussuriosi di Aretino Marina Wallace per il Guardian 

Andy Warhol, "Kiss", 1963 e   "Blowjob", 1963 (filmati)Così la Bbc ha parlato della mostra

Vietata ai minori di 18 anni. È la prima volta per una mostra d'arte. Accade in un luogo referenziatissimo, la Barbican Art Gallery, a Londra, nel cuore della City, e per la cura di due autorevoli studiosi, Martin Kemp e Marina Wallace, noti, oltre che come accademici, per Artakt, il centro che negli ultimi anni ha prodotto le più importanti mostre sui rapporti tra arte e scienza.

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30/11/07

Chi ha paura degli Ogm?

A proposito di Scienza e democrazia, il caso degli Ogm è forse uno dei più attuali e pertinenti.  Vai a  ilsole24ore.com.

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Scienza e democrazia. Premio Giulio Preti

La prima edizione del Premio Giulio Preti «per scienza e democrazia» è stata assegnata a Enrico Bellone, direttore de «Le scienze» e autore, tra l’altro, di La scienza negata (Codice), e a George Lakoff, scienziato cognitivo, autore di Non pensare all’elefante (Fusi orari).
Il premio è stato consegnato a Firenze il 24 novembre 2007 nel contesto delle manifestazioni di Pianeta Galileo 2007. Cliccando sui loro nomi potrete leggere ampie sintesi delle loro lezioni magistrali.

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27/11/07

Hello world

Il primo post del blog

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